Per dieci anni non se n’è parlato. Per scelta. Ora però il silenzio può essere rotto e il mondo torna ad accendere i riflettori su Umberto Eco, uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento. A celebrarlo, a dieci anni dalla morte, è una lunga maratona online che unisce continenti, voci e storie diverse.
Eco era scomparso il 19 febbraio 2016, a 84 anni, lasciando una richiesta molto precisa nel suo testamento: non parlare di lui per dieci anni. Niente convegni, niente celebrazioni accademiche, niente interviste a chi lo aveva conosciuto. Un desiderio rispettato alla lettera da familiari, amici e dalla Fondazione Umberto Eco.
Una scelta che rispecchiava perfettamente il suo stile ironico e critico verso il mondo accademico: meglio lasciare che il pensiero “sedimenti”, piuttosto che celebrarlo a caldo. Ora quel tempo è passato.
Una maratona globale su YouTube
Per segnare la fine di questo silenzio, alle 12 del 18 febbraio prende il via “Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto”, una maratona di 24 ore no-stop trasmessa sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni, fino alle 12 del 19 febbraio.
L’orario non è casuale: coincide simbolicamente con l’inizio del 19 febbraio nei luoghi del pianeta dove il nuovo giorno nasce per primo, come le isole Fiji e l’arcipelago di Kiribati. La diretta parte infatti da Taveuni, isola attraversata dal 180° meridiano, la linea del cambio di data. Un riferimento diretto a L’isola del giorno prima, scritto proprio pensando al “viaggio nel tempo” tra ieri e oggi.
Voci famose e storie comuni
La maratona è un grande racconto corale. Accanto a nomi noti come Aldo Cazzullo, Beppe Severgnini e Paolo Fresu, trovano spazio anche cittadini comuni, studenti, lettori, persone che hanno incrociato Eco solo attraverso i suoi libri.
Fino al 15 febbraio chiunque ha potuto inviare un contributo audio o video. Non solo per riempire 24 ore di diretta, ma per rendere omaggio allo spirito più autentico dell’autore: l’incontro tra cultura alta e cultura popolare, tra grandi intellettuali e voci anonime. Una vera “chiacchierata planetaria”, pensata per raccontare Eco come professore, pensatore e uomo, senza retorica.
Del resto, è lo stesso Eco che ci ha insegnato a leggere il presente distinguendo tra “apocalittici” e “integrati”, osservando con curiosità critica la cultura di massa. Chissà cosa avrebbe detto oggi di una maratona globale su YouTube dedicata a lui.
Forse avrebbe sorriso. E, finalmente, avrebbe parlato anche lui.
17/02/2026







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