ROMA – Un momento di raccoglimento e memoria condivisa ha segnato oggi le celebrazioni del Giorno del Ricordo, istituito per onorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, una delle pagine più dolorose e a lungo rimosse della storia del Novecento italiano. Al centro delle iniziative, la cerimonia ufficiale a Montecitorio, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, e una serie di eventi simbolici e culturali che si snoderanno nelle prossime settimane in tutta Italia.
Nel corso della commemorazione alla Camera dei Deputati, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito con forza l’impegno delle istituzioni nel difendere la verità storica e la memoria delle vittime. “L’Italia non permetterà mai più che questa storia sia negata o dimenticata”, ha dichiarato Meloni, sottolineando come il ricordo delle foibe e dell’esodo non rappresenti una rivendicazione ideologica, ma un dovere morale verso migliaia di italiani innocenti, colpiti dalla violenza e costretti ad abbandonare la propria terra.
La cerimonia di Montecitorio ha visto interventi istituzionali e momenti di silenzio in memoria delle vittime, con un richiamo condiviso alla necessità di trasmettere alle nuove generazioni una conoscenza consapevole di quanto accaduto tra il 1943 e il dopoguerra lungo il confine orientale. Una tragedia complessa, segnata da uccisioni, persecuzioni e dall’esodo forzato di oltre 250 mila italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.
In serata, il Tricolore sarà proiettato sulla facciata di Montecitorio, gesto simbolico che unisce memoria e identità nazionale, trasformando uno dei luoghi centrali della democrazia italiana in un segno visibile di rispetto e riconoscimento per le vittime e per gli esuli.
Le celebrazioni non si esauriscono però in un solo giorno. Dal 10 febbraio al primo marzo prenderà il via il “Treno del Ricordo”, un viaggio della memoria articolato in 11 tappe attraverso diverse città italiane. A bordo, una mostra itinerante con documenti, immagini, testimonianze e materiali storici, pensata per raccontare in modo diretto e accessibile la vicenda delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. L’iniziativa mira a coinvolgere studenti, cittadini e comunità locali, portando la storia fuori dai libri e dentro gli spazi pubblici.
Il Giorno del Ricordo si conferma così non solo come una commemorazione, ma come un’occasione di riflessione collettiva sul valore della memoria, sulla condanna di ogni forma di violenza e sull’importanza di riconoscere tutte le sofferenze del passato. Ricordare, oggi, significa anche rafforzare i principi di libertà, rispetto e convivenza su cui si fonda la Repubblica.
10/02/2026








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