La guerra in Ucraina non si combatte solo al fronte. Secondo un’inchiesta del Financial Times, il Cremlino starebbe ampliando il campo di battaglia anche all’interno dell’Europa, puntando su una strategia inquietante: reclutare cittadini europei “economicamente vulnerabili” per compiere atti di violenza e sabotaggio nei Paesi della Nato.
Il ruolo degli ex Wagner
A guidare questa operazione, scrive il quotidiano britannico citando fonti dell’intelligence occidentale, sarebbero ex reclutatori e propagandisti della compagnia Wagner, il gruppo paramilitare russo il cui status resta incerto dopo la fallita ribellione del giugno 2023 contro i vertici militari di Mosca e la successiva morte del fondatore Yevgeny Prigozhin.
Si tratterebbe di uomini già esperti nel convincere giovani russi a combattere in Ucraina, ora impiegati per operazioni clandestine nel “cuore dell’Europa”, con l’obiettivo di destabilizzare i Paesi membri della NATO.
Colloqui delicati a Ginevra
La notizia arriva alla vigilia di un nuovo round di colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, in programma a Ginevra. Secondo il Cremlino, sul tavolo ci sarà una gamma “ampia” di questioni, compresa quella dei territori occupati.
Ma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non sembra disposto a fare concessioni: prima di qualsiasi compromesso, ha ribadito, servono garanzie di sicurezza reali, perché “Putin non si ferma con baci e fiori”. Un riferimento esplicito alle esperienze di Georgia e Cecenia, citate come esempi da non ripetere.
Il caso Navalny e nuove tensioni
A rendere il clima ancora più teso c’è il secondo anniversario della morte in carcere dell’oppositore russo Alexei Navalny. Quindici Paesi occidentali hanno diffuso una dichiarazione congiunta accusando Mosca di essere “l’unica responsabile” della sua morte, ricordando anche le conclusioni della Corte europea dei diritti dell'uomo sul trattamento inumano subito dal dissidente.
Durissime anche le parole della vedova Yulia Navalnaya, che ha parlato apertamente di omicidio, citando un’indagine internazionale secondo cui Navalny sarebbe stato avvelenato con una tossina letale. Accuse respinte con forza dal Cremlino tramite il portavoce Dmitry Peskov.
Un conflitto che va oltre i confini
Tra sospetti di sabotaggi, diplomazia fragile e accuse sempre più dure, il conflitto ucraino continua ad allargarsi oltre i confini nazionali. L’allarme lanciato dal Financial Times rafforza una certezza: la guerra non riguarda solo l’Ucraina, ma la sicurezza dell’intera Europa.
17/02/2026







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