Bruxelles frena sui rapporti commerciali con Washington e apre un nuovo fronte strategico nell’Artico. Il Parlamento europeo ha deciso di sospendere l’intesa sui dazi con gli Stati Uniti, una mossa che segna un passaggio delicato nelle relazioni transatlantiche e riflette un clima di crescente cautela nei confronti delle politiche commerciali americane. Una decisione che arriva mentre la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, annuncia a sorpresa di non rientrare a Davos e rilancia: «L’Unione europea aumenterà in modo massiccio gli investimenti in Groenlandia».
La sospensione dell’accordo sui dazi non equivale a una rottura, ma rappresenta un segnale politico forte. L’Europarlamento chiede garanzie più solide su concorrenza, tutela delle filiere europee e rispetto degli impegni multilaterali, in un contesto globale segnato dal ritorno di politiche protezionistiche e da una competizione economica sempre più aspra. La decisione riflette anche le pressioni interne di settori industriali e agricoli che temono squilibri a favore delle imprese statunitensi.
Nel frattempo, l’annuncio di von der Leyen sposta l’attenzione su un altro dossier strategico. La Groenlandia, territorio autonomo sotto sovranità danese, è da tempo al centro dell’interesse delle grandi potenze per la sua posizione geopolitica e per le risorse naturali, in particolare terre rare fondamentali per la transizione energetica e digitale. «L’Europa deve essere presente», è il messaggio implicito della presidente della Commissione, che indica un rafforzamento degli investimenti come strumento di cooperazione e stabilità, ma anche come risposta alla crescente competizione internazionale nell’Artico.
La scelta di non tornare a Davos sottolinea la volontà di dare priorità a una strategia europea più autonoma, capace di tenere insieme commercio, sicurezza e politica industriale. Da un lato, la sospensione dell’intesa sui dazi segnala che l’Unione non intende più limitarsi a un ruolo reattivo nei confronti degli Stati Uniti; dall’altro, l’impegno in Groenlandia mostra l’ambizione di giocare un ruolo attivo nei nuovi equilibri globali.
In un momento in cui l’economia mondiale appare sempre più frammentata, Bruxelles prova dunque a ridefinire le proprie coordinate: meno automatismi nei rapporti con Washington, più investimenti mirati e una maggiore attenzione alle aree strategiche del pianeta. La partita è aperta e le prossime settimane diranno se la sospensione dell’intesa sui dazi sarà un passaggio temporaneo o l’inizio di una nuova fase nelle relazioni transatlantiche.
21/01/2026







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