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SGOMBERI PIÙ RAPIDI E MULTE PER I RITARDI

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Tempi più stretti, procedure semplificate e sanzioni per chi non libera l’immobile nei termini stabiliti. È questa la direzione intrapresa dal governo con il nuovo disegno di legge sugli sgomberi, approvato insieme al Piano casa, che punta ad accelerare le esecuzioni e aumentare la disponibilità di abitazioni sul mercato degli affitti.

Il provvedimento introduce una novità centrale: l’ingiunzione di rilascio per finita locazione. Si tratta di una procedura che sostituisce l’attuale convalida di licenza e consente al proprietario di ottenere dal giudice un ordine di sgombero già prima della scadenza del contratto. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una liberazione più rapida degli immobili al termine della locazione.

Secondo il testo, il giudice dovrà pronunciarsi entro un termine accelerato di 15 giorni dal deposito del ricorso. In caso di accoglimento, l’ingiunzione impone il rilascio immediato dell’immobile alla scadenza del contratto. Se invece il contratto è già terminato, viene fissato un termine per lasciare l’abitazione compreso tra 30 e 60 giorni, introducendo un margine di flessibilità per contemperare le esigenze di proprietari e inquilini.

Una delle misure più incisive riguarda le sanzioni: chi non rispetta i tempi di rilascio sarà soggetto a una multa pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo. Una forma di “coercizione indiretta”, prevista dal codice di procedura civile, pensata per scoraggiare comportamenti ostruzionistici.

Il disegno di legge interviene anche sul fronte delle morosità. Vengono ridotti i tempi per sanare i debiti legati agli affitti non pagati e viene limitata la possibilità di ricorrere al cosiddetto “termine di grazia”. Nell’arco di quattro anni, l’inquilino potrà sanare la propria posizione in sede giudiziaria per un massimo di due volte, contro le tre attuali.

Si accorciano inoltre le tempistiche concesse dal giudice nei casi di difficoltà economica comprovata: il termine per regolarizzare i pagamenti scende da 90 a 45 giorni, mentre il periodo di grazia passa da 120 a 60 giorni quando la morosità, non superiore a due mesi, è legata a condizioni economiche precarie.

Soddisfazione è stata espressa da Confedilizia. Il presidente Giorgio Spaziani Testa ha sottolineato come “rendere certi e rapidi i tempi degli sfratti” possa contribuire a restituire fiducia ai proprietari, favorendo così un aumento dell’offerta di case in affitto e una possibile riduzione dei canoni.

Resta ora da vedere quale sarà l’impatto concreto delle nuove norme, soprattutto sul delicato equilibrio tra la tutela dei proprietari e la protezione degli inquilini in difficoltà economica. Il tema della casa si conferma infatti uno dei nodi più complessi del dibattito sociale ed economico del Paese.

 

04/05/2026

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