La Sicilia è nuovamente al centro di un maxiprocesso che ha visto imputate 101 persone. Nel 2016, l’ex presidente del ‘Parco Nebrodi’, Giuseppe Antoci, mentre viaggiava a bordo di un’auto blindata, grazie agli uomini della scorta e della polizia, riuscì a sfuggire a un attentato mafioso. Il politico fu preso di mira in seguito alla sua denuncia contro i cosiddetti “clan dei pascoli”, la criminalità organizzata messinese che, riuscendo a farsi assegnare migliaia di ettari di terreno, per anni, ha perpetrato una truffa sui fondi destinati all’agricoltura, ai danni dell’Ue, di oltre 10 mln di euro. Grazie alle indagini, nel 2020 si arrivò ad arrestare i membri dei clan dei Batanesi e dei Bontempo Scavo. Il Tribunale di Patti, dopo una complessa e lunga camera di consiglio, iniziata il 24 ottobre, lunedì ha condannato 91 imputati, (10 sono stati assolti), con più di 600 anni di carcere, e ha riconosciuto “la mafiosità per i Batanesi e non per i Bontempo Scavo”. La sentenza dei giudici messinesi ha messo fine alla ‘mafia dei Nebrodi’, permettendo di ripartire nel nome della legalità.
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