I Grammy 2026 parlano sempre più spagnolo e sempre più di politica. Alla Crypto.com Arena di Los Angeles la musica è stata protagonista, ma sul palco si sono intrecciati anche temi caldi come immigrazione, diritti e proteste contro l’Ice, l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione.
Il momento storico della serata porta il nome di Bad Bunny. Il rapper portoricano ha vinto il premio per l’album dell’anno con Debí Tirar Más Fotos, diventando il primo artista latino a trionfare nella categoria più importante dei Grammy. Un successo che va oltre la musica: visibilmente emozionato, Bad Bunny ha dedicato il premio “a tutte le persone che hanno dovuto lasciare la loro patria per inseguire i propri sogni”.
Cantando solo in spagnolo, Bad Bunny – vero nome Benito Antonio Martínez Ocasio – aveva già fatto discutere nel 2025 cancellando i concerti negli Stati Uniti per non esporre i fan alle minacce dell’Ice. Dal palco ha ribadito il suo messaggio:
“Ice fuori. Non siamo animali o alieni. Siamo esseri umani e siamo americani”.
La serata è stata segnata anche dallo scontro a distanza con Donald Trump. Preso di mira dal conduttore Trevor Noah per il caso Epstein, l’ex presidente Usa ha reagito duramente su Truth definendo i Grammy “inguardabili” e minacciando azioni legali contro il comico. Trump ha inoltre criticato i performer scelti, accusandoli di “seminare odio”, e ha annunciato la chiusura per due anni del Kennedy Center.
Sul palco dei Grammy, però, è andata in scena un’America diversa. Billie Eilish ha vinto il premio per la canzone dell’anno con Wildflower e ha dichiarato: “Nessuno è illegale in una terra rubata. Dobbiamo continuare a protestare”. Lei, il fratello Finneas, e molte altre star – da Justin Bieber a Joni Mitchell – hanno indossato spillette con le scritte “Ice Out” e “Be Good” in memoria delle vittime dei recenti scontri tra federali e civili.
Tra gli altri premi principali, Lady Gaga ha conquistato il Grammy per il miglior album pop con Mayhem. Olivia Dean, premiata come miglior esordiente, ha ricordato le proprie radici: “Sono la nipote di un immigrato. Sono il frutto del suo coraggio”.
Ottima anche la serata di Kendrick Lamar, che ha portato a casa cinque statuette, arrivando a un totale di 27 Grammy in carriera. Un riconoscimento è andato persino al Dalai Lama (miglior audiolibro), mentre Steven Spielberg è entrato nel ristretto club degli Egot grazie al Grammy come produttore di Music for John Williams.
Domenica prossima Bad Bunny sarà protagonista anche dell’half time del Super Bowl a Santa Clara, l’evento televisivo più seguito negli Stati Uniti. Trump non ci sarà. Ma il messaggio dei Grammy 2026, tra musica e impegno civile, è già arrivato forte e chiaro.
03/02/2026







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