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ESCALATION IN MEDIO ORIENTE

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La tensione tra Israele e Hezbollah continua a crescere dopo una serie di esplosioni e raid aerei, con il rischio di una pericolosa escalation nel conflitto tra le parti. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto nuovi attacchi aerei in Libano, colpendo infrastrutture e sistemi lanciarazzi appartenenti a Hezbollah. Secondo le forze di difesa israeliane (Idf), sarebbero stati distrutti circa 100 lanciarazzi e altre installazioni terroristiche nel sud del Libano, parte di un'operazione mirata a impedire attacchi contro il territorio israeliano.

A rendere ancora più tesa la situazione, il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha accusato Israele di aver lanciato una "dichiarazione di guerra", a seguito dei continui attacchi aerei contro obiettivi civili e militari in Libano. Durante un discorso televisivo, Nasrallah ha affermato che Israele ha superato "tutte le linee rosse", dichiarando che il fronte libanese rimarrà aperto finché continueranno le operazioni israeliane contro Gaza. L'annuncio è arrivato mentre jet militari israeliani sorvolavano a bassa quota Beirut, alimentando ulteriormente l'ansia nella popolazione locale.

Intanto, i recenti scontri hanno avuto conseguenze tragiche. Secondo il ministero della Sanità libanese, il bilancio delle vittime è salito a 37 morti, inclusi 20 membri di Hezbollah uccisi in esplosioni attribuite a Israele. Alcuni degli ordigni, tra cui cercapersone e walkie-talkie, sembrano essere stati forniti a Hezbollah mesi fa, ma l’origine precisa degli scoppi è ancora oggetto di indagini. Hezbollah ha arrestato diverse persone per interrogatori e sta cercando di capire la causa delle esplosioni, che hanno causato ferite gravi tra gli appartenenti al gruppo, colpendo gli occhi, le mani e i genitali delle vittime.

Nel mezzo di questa crescente tensione, la comunità internazionale cerca disperatamente una soluzione diplomatica. Il presidente francese Emmanuel Macron, in un videomessaggio rivolto direttamente ai libanesi, ha affermato che "una via diplomatica esiste" e che "nessuno ha interesse in un'escalation". Macron ha assicurato che la Francia continuerà a sostenere il Libano e ha esortato a non farsi trascinare in un conflitto che potrebbe devastare ulteriormente la regione.

Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha espresso ottimismo circa la possibilità di soluzioni diplomatiche, riferendo che durante la riunione del Quint (che include Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania) c'è stata "grande preoccupazione" ma anche la convinzione che ci siano spazi per lavorare verso un cessate il fuoco a Gaza. Allo stesso modo, la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha affermato che il presidente Joe Biden vede come "raggiungibile" una soluzione diplomatica tra Israele e Hezbollah, sottolineando che gli Stati Uniti stanno facendo pressione su Hezbollah affinché cessino gli attacchi terroristici contro Israele.

Tuttavia, la situazione rimane estremamente volatile. Il ministro della Difesa statunitense Lloyd Austin ha deciso di posticipare un viaggio in Israele, inizialmente previsto per la prossima settimana, a causa dell’intensificarsi delle tensioni al confine con il Libano. La mossa segnala l’incertezza su come evolverà il conflitto, con gli Stati Uniti e altri attori internazionali che cercano di mantenere la calma in una situazione sempre più esplosiva.

Con attacchi aerei israeliani in corso e Hezbollah che promette ritorsioni, il rischio di un'escalation militare tra le due parti appare concreto. La comunità internazionale, pur sperando in una soluzione diplomatica, osserva con apprensione gli sviluppi di una crisi che potrebbe rapidamente degenerare in un conflitto su vasta scala, destabilizzando ulteriormente un Medio Oriente già segnato da decenni di guerre e instabilità.

21/09/2024

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