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CHRISTINE LAGARDE LASCIA LA BCE IL 7 FEBBRAIO 2027

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La presidente della Banca centrale europea annuncia le dimissioni anticipate e richiama il ruolo della verità nel dibattito pubblico. La decisione arriva a pochi mesi dalle elezioni presidenziali francesi. I vertici europei ringraziano per il lavoro svolto durante anni segnati da crisi e tensioni economiche.

Christine Lagarde lascerà la presidenza della Banca centrale europea il 7 febbraio 2027, anticipando la conclusione del proprio mandato. La decisione, annunciata dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, è stata accompagnata da dichiarazioni nelle quali la numero uno dell’istituto di Francoforte ha richiamato la necessità di poter intervenire liberamente nel dibattito pubblico, senza i vincoli di neutralità legati al suo attuale incarico.

«Non posso rimanere neutrale», ha dichiarato Lagarde, spiegando di sentirsi chiamata a prendere posizione su questioni che riguardano la verità e la rappresentazione dei fatti. Le sue parole arrivano in un momento politicamente delicato per la Francia, che si prepara alle elezioni presidenziali di aprile 2027.

La presidente della Bce ha sottolineato di aver maturato questa convinzione grazie all’esperienza accumulata in oltre vent’anni di attività economica e finanziaria internazionale, prima alla guida del Fondo monetario internazionale e poi della Banca centrale europea.

«Ho delle cose da dire»: il peso della neutralità

Nel motivare la scelta, Lagarde ha spiegato di ritenere che la propria voce e la propria esperienza possano contribuire al confronto pubblico su temi fondamentali per il futuro dell’Europa e non soltanto.

«Vedo che la verità viene molto spesso danneggiata, contraddetta da rappresentazioni distorte», ha affermato, aggiungendo di sentire la responsabilità di intervenire su questi temi. Un obiettivo che, secondo la presidente, non sarebbe compatibile con la posizione istituzionale attualmente ricoperta.

Le dichiarazioni alimentano l’attenzione sulle possibili implicazioni politiche della decisione, soprattutto alla luce dell’imminente appuntamento elettorale francese. Lagarde, tuttavia, ha posto l’accento sulla volontà di esprimersi liberamente sui principi che considera essenziali, senza entrare nei dettagli di un eventuale impegno futuro.

Il bilancio di sette anni alla guida della Bce

Nel messaggio diffuso sui social in occasione dell’annuncio, Lagarde ha definito la Banca centrale europea una «roccia», sottolineando di lasciare l’istituzione con la convinzione di aver svolto un buon lavoro e di consegnare una Bce pronta ad affrontare le sfide future.

«È stato un grande onore servire questa istituzione», ha dichiarato, ringraziando le persone che l’hanno accompagnata durante i sette anni alla guida dell’istituto.

Il suo mandato è stato segnato da eventi che hanno profondamente influenzato l’economia internazionale: la pandemia di Covid-19, la guerra della Russia contro l’Ucraina, le crisi energetiche e la forte accelerazione dell’inflazione. In questo scenario, la Bce ha dovuto affrontare decisioni complesse per contrastare la crescita dei prezzi e salvaguardare la stabilità dell’euro.

La gestione di queste emergenze ha richiesto un equilibrio delicato tra il controllo dell’inflazione, le condizioni del credito e il sostegno alla stabilità economica dell’area euro, con conseguenze dirette per imprese, famiglie e mercati finanziari.

L’Europa ringrazia, si apre la successione

Le dimissioni hanno suscitato numerosi messaggi di apprezzamento da parte dei vertici europei. Antonio Costa ha riconosciuto il contributo di Lagarde alla resilienza dell’economia europea durante anni di incertezza, sottolineando il suo impegno a tutela della stabilità dell’area euro.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ringraziato Lagarde per il lavoro svolto durante la pandemia e la guerra in Ucraina, evidenziandone il ruolo nel rafforzamento dell’integrazione finanziaria europea e dell’autorevolezza internazionale della moneta unica.

Anche il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, ha espresso gratitudine per il contributo offerto alla stabilità economica dell’area euro. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha invece sottolineato la competenza dimostrata dalla presidente nella gestione delle difficili sfide affrontate dall’istituto, richiamando l’importanza dell’indipendenza della banca centrale.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha infine riconosciuto l’impegno europeo di Lagarde e la sua azione a favore della stabilità monetaria e della prosperità dell’Unione.

Chi sarà il prossimo presidente della Banca centrale europea?

Con l’uscita anticipata di Lagarde si apre la partita per la successione alla guida dell’istituzione monetaria europea. La nomina spetterà al Consiglio europeo, secondo la procedura prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

La Commissione europea, attraverso la portavoce capo Paula Pinho, ha dichiarato che la corsa è aperta, auspicando che il successore possa garantire una leadership solida e risultati significativi.

La scelta avrà un’importanza strategica per il futuro dell’economia europea. Il nuovo presidente dovrà confrontarsi con le prospettive dell’inflazione, l’andamento dei tassi d’interesse, le condizioni di finanziamento delle imprese e la competitività del sistema produttivo europeo in un contesto internazionale complesso.

Per i mercati e per le aziende, la continuità della politica monetaria e la credibilità dell’istituzione resteranno elementi centrali. La Bce svolge infatti un ruolo determinante nel definire il costo del denaro e, indirettamente, le condizioni alle quali imprese e famiglie possono accedere al credito.

L’uscita di Lagarde segna dunque un passaggio significativo per le istituzioni europee. Resta da capire quale ruolo la presidente dimissionaria intenda assumere dopo il 7 febbraio e quale indirizzo verrà dato alla Banca centrale europea nella fase successiva alla sua leadership.

29/10/2026

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