La Commissione europea ha respinto la richiesta di registrazione dell'iniziativa dei cittadini europei denominata "Save Europe Act", promossa da esponenti dell'ultra-destra europea e incentrata sul tema della cosiddetta "remigrazione". Tra i firmatari dell'iniziativa figurava anche l'eurodeputato italiano Roberto Vannacci.
La decisione di Bruxelles si basa sui requisiti previsti dal Regolamento che disciplina le Iniziative dei cittadini europei (ICE), lo strumento che consente ai cittadini dell'Unione di chiedere alla Commissione di prendere in considerazione nuove proposte legislative, a condizione che vengano rispettati specifici criteri giuridici e istituzionali.
Le motivazioni della Commissione
Secondo la Commissione europea, la proposta non può essere registrata perché non soddisfa i requisiti formali richiesti dalla normativa europea.
L'esecutivo comunitario ricorda che un'Iniziativa dei cittadini europei non può essere manifestamente contraria ai valori sanciti dai Trattati dell'Unione europea e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Ue. Inoltre, precisa Bruxelles, questo strumento di partecipazione democratica non può essere utilizzato come veicolo per diffondere messaggi offensivi o caricaturali.
Per queste ragioni, la procedura si è fermata prima ancora della fase di raccolta delle firme necessarie per portare formalmente la proposta all'attenzione delle istituzioni europee.
Cos'è un'Iniziativa dei cittadini europei
L'Iniziativa dei cittadini europei è uno degli strumenti di democrazia partecipativa previsti dall'Unione europea. Una volta registrata dalla Commissione, permette ai promotori di raccogliere almeno un milione di firme provenienti da un numero minimo di Stati membri, chiedendo all'esecutivo comunitario di valutare l'adozione di una proposta legislativa.
La registrazione rappresenta quindi un passaggio preliminare e indispensabile: solo le iniziative che rispettano i criteri stabiliti dal regolamento possono avviare la raccolta delle sottoscrizioni.
Un tema al centro del dibattito politico
La decisione della Commissione interviene su un tema che negli ultimi anni è entrato nel dibattito politico di diversi Paesi europei, alimentando un confronto tra le forze che chiedono politiche migratorie più restrittive e le istituzioni comunitarie, che richiamano il rispetto dei principi fondamentali dell'Unione.
Con il rigetto della proposta "Save Europe Act", Bruxelles ribadisce che gli strumenti di partecipazione previsti dall'ordinamento europeo devono essere esercitati nel rispetto dei valori fondanti dell'Unione, tra cui la tutela dei diritti fondamentali, la dignità della persona e i principi sanciti dai Trattati europei.
23/07/2026








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