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INTERVISTIAMO ANDREA MONTEMURRO AUTORE DI “MIRACOLO ISLANDA”

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Da dove nasce l’idea di scrivere un libro che racconta di una terra tanto lontana? 
Il libro in realtà non parla dell’Islanda come nazione ma come un non luogo ovvero un posto che ha avuto il coraggio di fare nuove scelte, di cambiare rotta. L' aver saputo credere nello sport concretamente credo sia questo la vera differenza di una nazione che ha deciso di rivoluzionare se stessa ed alla quale i risultati hanno dato ragione.

Cosa rappresenta lo sport nella sua vita?
E sempre stato parte della mia vita, da atleta poi da allenatore e infine da dirigente sportivo, ho sempre creduto che fosse un tassello importante della società. Certamente conoscere i più alti livelli della politica sportiva mi ha fatto capire che anche nello sport a certi livelli tutto diviene secondario alle lotte per il potere.

Cosa manca alla nostra nazione per realizzare il progetto Islanda?
In realtà tutto, dalle infrastrutture sportive ad una scuola primaria e secondaria che creda realmente nella pratica sportiva. Forse quello che manca maggiormente è il coraggio della politica che troppo spesso vive di immobilismo.

Le prefazioni del libro sono di due personaggi molto importanti come Giorgia Meloni e Giovanni Malago, come e nata questa idea?
Sono entrambi miei amici e sono fiero delle loro prefazioni, Giorgia è uno dei pochissimi politici italiani che stimo e ammiro, e’ stata ministro della gioventù e pertanto nessuno meglio di lei poteva comprendere questo libro, Giovanni e’ un uomo di qualità, attualmente presidente del CONI quindi la massima autorità in materia sportiva in Italia 

Cosa ha ricevuto dallo sport nella sua vita e cosa si aspetta ancora di ricevere?
Ho ricevuto dallo sport insegnamenti positivi essenziali quali il rispetto, l'educazione, la perseveranza, lo spirito di sacrificio ma anche tanta cattiveria e invidia cose che nel mondo sportivo, a mio avviso, non dovrebbero esistere.

Crede davvero che lo sport possa essere un antidoto sociale?
Assolutamente si, lo sport e' uno strumento di socializzazione naturale, un elemento che deve essere fondamentale nella crescita di un bambino e di un adolescente. I mille insegnamenti che può dare solo il campo non possono essere insegnati sui banchi di scuola, sono contesti troppo differenti. Credere in un obiettivo e lottare per raggiungerlo è un insegnamento troppo simile a quello che sarà la vita reale.




14/08/2020

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