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MATTARELLA AL SUMMIT COTEC

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Un forte appello all’unità e alla concretezza arriva da Sergio Mattarella, che ha partecipato al XVIII Simposio Cotec a Coimbra, in Portogallo, insieme al Re di Spagna Filippo VI e al presidente della Repubblica portoghese Marcelo Rebelo de Sousa. Un’edizione dal titolo eloquente, “A Call To Action”, che chiama l’Europa a reagire di fronte ai grandi cambiamenti globali. Presente anche l’ex premier Mario Draghi, che ha chiuso i lavori.

Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha sottolineato come competitività e sicurezza siano oggi “priorità intimamente connesse” e ha rilanciato con forza il tema della difesa comune europea, definendolo “un’urgenza non più rinviabile”.

“Siamo in ritardo – ha detto Mattarella – e dobbiamo avvertire tutta l’urgenza della situazione. Discutiamo di difesa comune da oltre settant’anni: è ora di superare le ingiustificate ritrosie che ancora frenano il processo di integrazione.”

Il presidente ha ripercorso il lungo cammino, spesso interrotto, della costruzione di una politica di difesa unitaria, ricordando il trattato del 1952 per la Comunità Europea di Difesa e i successivi tentativi degli anni '90. Ma oggi, ha ribadito, il contesto geopolitico impone decisioni rapide e coraggiose.

“Le iniziative della Commissione europea in materia di difesa rappresentano un passo fondamentale”, ha riconosciuto, aggiungendo che mettere in comune risorse, strumenti e vantaggi di scala rappresenta una logica conseguenza di un’Europa che vuole contare sul piano globale.

Il Simposio Cotec di quest’anno ha anche segnato l’ultimo incontro tra i tre Capi di Stato prima del termine del mandato del presidente portoghese de Sousa, ed è stato occasione per un bilancio politico e istituzionale, oltre che economico.

Draghi: “Un’Europa più forte passa dal debito comune”

Mario Draghi, ex presidente del Consiglio e della Banca Centrale Europea, ha evidenziato come le recenti tensioni internazionali abbiano minato l’ordine multilaterale, in particolare con il ricorso a scelte unilaterali che hanno indebolito in modo “difficilmente reversibile” il ruolo del WTO.

“Non possiamo più contare sulla stabilità degli scambi globali come in passato. Anche se le tensioni si attenuassero, l’incertezza continuerà a pesare sugli investimenti”, ha osservato Draghi.

Per affrontare queste sfide, secondo Draghi, è essenziale una tabella di marcia europea che includa l’emissione di debito comune, utile sia per finanziare spese comuni come la difesa, sia per rafforzare i mercati dei capitali europei, ancora troppo frammentati.

“Un’attività sicura comune – ha spiegato – potrebbe rendere i mercati più liquidi e profondi, incentivando investimenti e crescita”.

Un’Europa che deve credere in se stessa

Mattarella ha concluso il suo intervento con un richiamo all’“eccezionalità europea”, fatta di democrazia, stato di diritto, un sistema economico aperto e solidale.

“Abbiamo molte buone ragioni per restare ottimisti – ha detto –. L’Unione Europea si regge su basi solide. Dobbiamo esserne orgogliosi e continuare a progredire su questa strada.”

Il presidente ha infine auspicato che Italia, Spagna e Portogallo possano essere in prima fila nel guidare questa nuova fase europea, in cui la responsabilità di fronte ai cittadini e alle sfide globali non può più essere elusa.

Un messaggio chiaro: l’Europa deve essere unita, ambiziosa e pronta ad agire. Il tempo delle attese è finito.

14/05/2025

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