L’economia mondiale mantiene una buona capacità di tenuta nonostante inflazione, costi energetici e tensioni geopolitiche. Secondo l’analisi di Thomas Hempell di Generali Investments, gli Stati Uniti continuano a beneficiare di consumi relativamente robusti, investimenti aziendali e sostegno fiscale. Il PIL americano è stimato in crescita del 2,2% nel 2026 e del 2,3% nel 2027, anche grazie agli investimenti nell’intelligenza artificiale.
L’Eurozona mostra una dinamica migliore delle attese. Mercato del lavoro stabile, maggiore disponibilità di credito, risparmi delle famiglie e stimoli fiscali, soprattutto dalla Germania, contribuiscono a sostenere l’attività economica. Le previsioni indicano una crescita dell’1% nel 2026 e dell’1,2% nel 2027. L’inflazione e l’energia restano comunque elementi da monitorare.
La solidità dell’economia potrebbe spingere BCE e Federal Reserve verso ulteriori aumenti dei tassi. Gli investitori guardano però con attenzione ai possibili effetti sulle obbligazioni e sulla domanda. Tra i principali rischi figurano un peggioramento del conflitto in Medio Oriente, un forte aumento dei rendimenti obbligazionari e risultati deludenti degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
La Cina continua invece a mostrare segnali di rallentamento. La debolezza dei consumi interni e del settore immobiliare pesa sulla crescita, mentre esportazioni e comparto tecnologico offrono un sostegno parziale. Pechino punta su interventi mirati, senza ricorrere per ora a un ampio stimolo fiscale.
Nel complesso, l’economia globale appare resistente, ma resta esposta a shock energetici, inflazione e tensioni commerciali. Il progressivo distacco economico tra Stati Uniti e Cina rappresenta inoltre un elemento destinato a influenzare gli equilibri internazionali.
07/10/2026







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