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UCRAINA, A PARIGI NASCE LA COALIZIONE EUROPEA ANTIBALISTICA

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La difesa aerea europea si prepara a compiere un salto di qualità. Dal vertice dei Paesi "volenterosi" riuniti a Parigi prende forma la nuova Coalizione europea antibalistica, un'iniziativa sostenuta dalla Francia e alla quale aderisce anche l'Italia, con l'obiettivo di rafforzare la protezione del continente e dell'Ucraina contro gli attacchi missilistici russi.

L'annuncio arriva in una giornata segnata anche dal duro confronto diplomatico tra Mosca e l'Occidente, dalle tensioni sui cyberattacchi attribuiti alla Russia e dalle difficoltà dell'Unione europea nel trovare un'intesa sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro il Cremlino.

Zelensky: «Più difesa significa più possibilità di negoziare»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito la nuova iniziativa europea un passaggio strategico per modificare gli equilibri del conflitto.

«Più sistemi l'Ucraina avrà per intercettare i missili balistici russi, maggiore sarà la probabilità che Vladimir Putin si sieda al tavolo delle trattative», ha scritto sui social, ringraziando il presidente francese Emmanuel Macron per aver promosso il primo incontro della Coalizione europea antibalistica.

Secondo Zelensky, il progetto del sistema congiunto Freyja non intende sostituire le difese già esistenti, ma rafforzarle, creando «uno scudo affidabile sopra tutta l'Europa» con tempi più rapidi e costi inferiori.

Dal Cremlino la replica è stata immediata: Mosca ha definito i promotori dell'iniziativa «istigatori della guerra», mentre lo stesso Putin ha ammesso per la prima volta le difficoltà provocate dal calo delle entrate petrolifere, elemento che continua ad alimentare il dibattito sull'efficacia delle sanzioni occidentali.

Bruxelles divisa sulle nuove sanzioni

Sul fronte europeo, il Consiglio Affari Esteri non è riuscito a trovare l'accordo sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia.

L'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, ha però assicurato che l'intesa è ormai vicina. «Mi dispiace che non ci sia ancora un accordo, ma siamo molto vicini», ha dichiarato al termine della riunione.

Kallas ha inoltre annunciato che l'Unione europea convocherà il rappresentante russo presso le istituzioni europee per contestare la crescente campagna di attacchi informatici attribuiti a Mosca. L'Ue e il Regno Unito hanno infatti varato congiuntamente quello che viene definito il più ampio pacchetto di sanzioni mai adottato contro l'ecosistema che sostiene le operazioni cyber russe, colpendo hacker, gruppi criminali e aziende accusate di operare per conto del Cremlino.

Cyberattacchi, cresce la pressione diplomatica

Alla risposta europea si affianca quella dei singoli Stati. Dopo Francia, Germania e Finlandia, anche i Paesi Bassi hanno convocato l'ambasciatore russo.

Secondo il ministro degli Esteri olandese Tom Berendsen, le attività informatiche russe avrebbero incluso l'accesso illecito a telecamere private installate lungo le rotte utilizzate per il trasporto di equipaggiamenti militari destinati all'Ucraina.

L'escalation diplomatica conferma come il confronto tra Mosca e i Paesi della Nato si stia estendendo sempre più dal campo di battaglia tradizionale a quello della sicurezza digitale.

Londra rafforza il sostegno a Kiev

Nel frattempo il Regno Unito ha formalizzato l'adesione al programma europeo di prestiti destinati all'Ucraina. Il primo ministro Keir Starmer ha firmato l'accordo, interpretato come un ulteriore passo nel riavvicinamento tra Londra e Bruxelles dopo gli anni delle tensioni legate alla Brexit.

Kiev valuta un rimpasto di governo

Intanto, sul fronte politico interno, emergono indiscrezioni su un possibile rimpasto nell'esecutivo ucraino.

Secondo Ukrainska Pravda, il presidente Zelensky avrebbe proposto al ministro della Difesa Mykhailo Fedorov di assumere la guida del governo, ricevendo però un rifiuto. Il ministro avrebbe motivato la decisione con la volontà di proseguire il lavoro di riforma avviato da pochi mesi al dicastero della Difesa.

Le stesse fonti riferiscono che il presidente starebbe valutando nuove soluzioni, tra cui un eventuale ritorno di Fedorov al ministero della Trasformazione Digitale, mentre l'attuale ministro dell'Interno Ihor Klymenko sarebbe stato invitato a tenersi pronto per un possibile trasferimento alla Difesa.

La giornata conferma così un doppio movimento: da una parte l'Europa accelera sul rafforzamento della propria capacità difensiva con la nascita della Coalizione antibalistica, dall'altra prosegue il confronto politico, economico e diplomatico con la Russia, mentre il conflitto continua a ridisegnare gli equilibri della sicurezza del continente.

13/07/2026

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