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PUTIN DEFINITO UN "MAFIOSO SANGUINARIO" DA YULIA NAVALNYA AL PARLAMENTO EUROPEO

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Nell'aula solenne del Parlamento europeo a Strasburgo, un'eco di dolore e determinazione ha risuonato attraverso le parole di Yulia Navalnya, la vedova dell'oppositore russo Alexei Navalny, brutalmente scomparso il 16 febbraio scorso. In un momento carico di emozioni e tensione, Yulia Navalnya ha tenuto un discorso che ha scosso le fondamenta dell'assemblea europea, denunciando il presidente russo Vladimir Putin come un "mafioso sanguinario" e non un politico, ribadendo con fermezza che la lotta contro di lui non può essere condotta con note diplomatiche, ma con azioni concrete.

L'applauso prolungato che ha accolto Yulia Navalnya in plenaria testimonia il rispetto e l'ammirazione per il coraggio e la determinazione dimostrati in un momento così difficile. La presidente del Parlamento, Roberta Metsola, ha espresso gratitudine per il coraggio di Navalnya nell'affrontare un momento così doloroso, mentre l'attenzione del mondo si concentra sulle circostanze oscure che circondano la morte di Alexei Navalny.

Yulia Navalnya ha descritto il periodo travagliato che ha preceduto il suo intervento, durante il quale ha dovuto affrontare il dolore della perdita del marito, i lunghi giorni trascorsi per organizzare il funerale e la costante minaccia di arresto per coloro che avrebbero voluto partecipare alla cerimonia funebre. Questo contesto di oppressione e intimidazione ha dato enfasi alle sue parole, conferendo loro un peso ancora maggiore.

La denuncia più forte è stata rivolta direttamente a Putin, definito come un criminale e leader di una gang della criminalità organizzata. Con una determinazione ferrea, Yulia Navalnya ha esortato l'assemblea europea a non sottostimare la gravità delle azioni di Putin, sia all'interno della Russia che oltre i suoi confini. Ha sottolineato la responsabilità di Putin per le azioni compiute non solo contro Alexei Navalny, ma anche contro il suo paese e le nazioni confinanti, evidenziando la necessità che egli risponda di fronte alla giustizia internazionale.

Ma la vera essenza del messaggio di Yulia Navalnya è emersa quando ha sottolineato che la lotta contro Putin non può essere condotta con le convenzioni della diplomazia. Ha insistito sul fatto che Putin va combattuto come un criminale, con azioni concrete e determinate, e non con diplomatiche parole d'intesa. Questa è una chiamata all'azione, un richiamo alla comunità internazionale affinché agisca con fermezza di fronte alle violazioni dei diritti umani e alla soppressione politica perpetrate dal regime di Putin.

Le parole di Yulia Navalnya hanno suscitato una riflessione profonda e un impegno rinnovato da parte dell'assemblea europea e della comunità internazionale nel suo insieme. Sono un richiamo alla necessità di essere vigili e determinati nella difesa dei valori democratici e dei diritti umani fondamentali, soprattutto in tempi in cui sono minacciati da regimi autoritari e da leader come Vladimir Putin.

28/02/2024

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