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GIUSTIZIA, AL VOTO LA RIFORMA

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Carriere separate tra giudici e pubblici ministeri, due Consigli superiori della magistratura distinti e componenti scelti tramite sorteggio. Sono i cardini della riforma costituzionale della giustizia che sarà sottoposta al voto popolare nel referendum del 22 e 23 marzo.

Il disegno di legge interviene su diversi punti dell’assetto della magistratura previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana e introduce modifiche profonde all’organizzazione e al sistema disciplinare dei magistrati.

Una magistratura, due carriere

Il primo cambiamento riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. L’attuale articolo 104 della Costituzione stabilisce che la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere dello Stato.

La riforma mantiene questo principio, ma aggiunge una precisazione: la magistratura sarà composta da due distinte carriere, quella giudicante e quella requirente. In questo modo si sancisce formalmente la separazione tra chi esercita la funzione di giudicare e chi svolge il ruolo di pubblico ministero.

Due Consigli superiori della magistratura

Il nuovo impianto prevede anche il superamento dell’attuale Consiglio Superiore della Magistratura, sostituito da due organismi distinti: uno per la magistratura giudicante e uno per la magistratura requirente.

Entrambi i Consigli saranno presieduti dal Presidente della Repubblica. Ne faranno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione.

Componenti scelti per sorteggio

Un altro elemento centrale della riforma riguarda le modalità di composizione dei due Csm. Non saranno più elettivi: i membri verranno individuati tramite sorteggio.

Ogni Consiglio sarà composto per due terzi da magistrati togati e per un terzo da membri laici. I laici saranno estratti a sorte da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento in seduta comune, mentre i magistrati saranno sorteggiati tra tutti coloro che possiedono i requisiti stabiliti da una successiva legge ordinaria.

I componenti resteranno in carica quattro anni e non potranno essere nuovamente inseriti nella procedura di sorteggio.

Poteri limitati ai due Csm

Rispetto all’attuale assetto, i nuovi Consigli perderanno la competenza disciplinare. Le loro funzioni riguarderanno invece la gestione delle carriere dei magistrati: assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimento degli incarichi.

Nasce l’Alta Corte disciplinare

La funzione disciplinare verrà affidata a un nuovo organo: l’Alta Corte disciplinare, che giudicherà i magistrati in caso di illeciti.

La Corte sarà composta da 15 membri: tre nominati dal Presidente della Repubblica, tre estratti a sorte da un elenco di giuristi selezionato dal Parlamento, sei magistrati giudicanti con almeno vent’anni di esperienza e tre magistrati requirenti con analoga anzianità, tutti con esperienza presso la Cassazione.

I magistrati togati rappresenteranno la maggioranza, ma la presidenza sarà affidata a uno dei membri laici. Anche in questo caso il mandato durerà quattro anni e non sarà rinnovabile.

Sentenze non impugnabili in Cassazione

Le decisioni dell’Alta Corte potranno essere impugnate solo davanti allo stesso organo, che giudicherà in secondo grado con una composizione diversa rispetto al primo collegio.

Le sentenze non potranno invece essere impugnate davanti alla Corte di Cassazione, nonostante quanto previsto dall’articolo 111 della Costituzione per la generalità dei provvedimenti giurisdizionali.

Le leggi attuative dopo il referendum

L’ultimo articolo della riforma stabilisce che, una volta entrata in vigore — quindi dopo l’eventuale approvazione al referendum — il Parlamento dovrà adottare entro un anno tutte le leggi attuative necessarie per rendere operativo il nuovo sistema.

Fino a quel momento continueranno ad applicarsi le norme attualmente in vigore. Il voto del 22 e 23 marzo rappresenterà quindi il passaggio decisivo per stabilire se l’assetto della magistratura italiana verrà profondamente ridisegnato oppure resterà quello attuale.

05/03/2026

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