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L’ANVCG DICE “STOP ALLE BOMBE SUI CIVILI”

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Nel 2018 il 70% delle vittime delle armi esplosive sono stati civili e la percentuale sale al 90% quando queste armi sono usate nelle zone urbane

L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG), coordinatrice nazionale della Campagna “Stop alle bombe sui civili” contro l’impiego delle armi esplosive nelle aree popolate, cui aderiscono Campagna Italiana Contro le Mine e Rete Italiana per il Disarmo, lancia quest’oggi in Italia un appello ai parlamentari di Camera e Senato per denunciare le sofferenze umane causate dell’impiego delle armi esplosive nelle aree popolate. 
 
“Affrontare con urgenza e determinazione il grave problema umanitario determinato dal massivo uso di ordigni esplosive in aree abitate non può essere ulteriormente rinviato", dichiara Giuseppe Castronovo, cieco civile di guerra e Presidente dell’ANVCG: "con questo appello chiediamo ai membri del nostro Parlamento di schierarsi a fianco delle vittime civili dei conflitti nel mondo”. 
 
“Nel 2018 il 70% delle vittime delle armi esplosive sono stati civili - spiega Michele Corcio, Vice Presidente Nazionale dell’ANVCG - e la percentuale sale al 90% quando queste armi sono usate nelle zone urbane. L’iniziativa parlamentare non terminerà con la raccolta di firme, anzi: sarà l’inizio di un’azione che, nel corso dei prossimi mesi ci porterà a richiedere un’audizione presso la Commissione Affari Esteri di Camera e Senato allo scopo di tracciare il percorso diplomatico del nostro paese verso l’adozione di una dichiarazione internazionale che limiti e disciplini l’uso delle armi esplosive”. 
 

Primo piano | di Marco Ottaviani | 20/03/2019


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