Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti. Cliccando su “Accetta”, proseguendo la navigazione, accedendo ad un’area del sito o selezionando un qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta

Navigazione contenuti

Contenuti del sito

ASSALTO ALLA SEDE DE “LA STAMPA” A TORINO

Immagine dell'articolo

Tensione a Torino durante le manifestazioni legate allo sciopero generale del 28 novembre. Un gruppo di manifestanti pro-Palestina si è staccato dal corteo principale e ha raggiunto la sede del quotidiano La Stampa, dando vita a un assalto che ha immediatamente sollevato un’ondata di condanna trasversale.

Secondo quanto ricostruito, i contestatori hanno lanciato letame oltre le cancellate dell’edificio e imbrattato i muri con scritte come “Fuck Stampa” e “Free Shahin”, riferimento diretto alla vicenda di Mohamed Shahin, attualmente trattenuto nel Centro di permanenza per i rimpatri di Caltanissetta dopo la convalida del fermo da parte della Corte d’Appello di Torino. Il religioso aveva definito l’attacco del 7 ottobre “un atto di resistenza”.

I manifestanti hanno poi forzato un ingresso laterale della sede, entrando nelle redazioni. Le stanze erano vuote poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero indetto dalla Fnsi. Dall’interno, uno dei partecipanti ha scandito al microfono: “Non è finita qua, la Palestina la vogliamo libera come vogliamo libero il nostro compagno e fratello Mohamed Shahin”.

Successivamente, il Kollettivo Studentesco Autonomo (KSA) ha rivendicato con un post sui social il blitz, accusando il giornale di aver “dipinto Shahin come uno spaventoso terrorista”.

La reazione delle istituzioni: condanna unanime

La risposta del mondo politico e istituzionale è stata immediata. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso “solidarietà” ai giornalisti e una “ferma condanna” dell’azione.

La premier Giorgia Meloni ha telefonato al direttore del quotidiano, Andrea Malaguti, manifestando vicinanza per un fatto definito “gravissimo e inaccettabile”.

Solidarietà anche dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha disposto accertamenti approfonditi su un episodio “inaccettabile”, e dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha parlato di “vile e violenta aggressione” e della necessità di “isolare chi usa la violenza come strumento politico”.

Non è mancato il sostegno dalle opposizioni: la segretaria del PD Elly Schlein ha definito l’irruzione “un atto grave e inaccettabile”, ricordando che “ogni sede di giornale è presidio di libertà e democrazia”.

Un attacco che riaccende il tema della libertà di stampa

L’assalto alla redazione torinese riporta al centro del dibattito pubblico il tema della tutela dell’informazione e della sicurezza dei giornalisti. La condanna unanime, dalla maggioranza all’opposizione, testimonia la gravità dell’accaduto e la volontà condivisa di difendere i presidi democratici da ogni forma di intimidazione o violenza.

Le indagini proseguono per identificare i responsabili mentre la redazione de La Stampa si prepara a tornare al lavoro, facendo fronte comune di fronte a un gesto che il mondo istituzionale ha giudicato all’unisono “inaccettabile”.

 

30/11/2025

Inserisci un commento

Nessun commento presente

Ultimissime

28 OTT 2026

SPAGNA, SCONTRO TRA DUE TRENI AD ALTA VELOCITÀ A TOLEDO: ALMENO 68 MORTI

Dispersa una donna italiana

28 OTT 2026

MONREALE È LA CAPITALE ITALIANA DEL LIBRO 2027

500 mila euro per il progetto “Monreale Legge il Mondo”

27 OTT 2026

CLIMA, L’ALLARME DELL’UE

«Prepararsi a un mondo più caldo di 3 gradi entro il 2100»

27 OTT 2026

ISRAELE DIVISO, NETANYAHU RESISTE MA IL BLOCCO DI EISENKOT È IN VANTAGGIO

L'affluenza record conferma la centralità della sfida politica per il futuro del Paese

26 OTT 2026

GLI ITALIANI COMPRANO MENO MA SCELGONO MEGLIO

Cambia il volto dei consumi

26 OTT 2026

Famiglie sempre più piccole e meno figli: la crisi demografica che cambia il volto della società

La denatalità non è soltanto una questione privata, ma una sfida sociale ed economica che riguarda il futuro del Paese.