Cresce l'allarme per la sicurezza informatica in Europa. Gli hacker filorussi avrebbero messo una taglia sui dati personali di esponenti istituzionali italiani ed europei. Intanto, le indagini si concentrano anche su un attacco alla società che gestisce il Tunnel del Brennero e sulle recenti minacce di bomba ai voli europei.
La guerra informatica torna a preoccupare l'Europa e coinvolge direttamente anche l'Italia. Sul dark web sono stati pubblicati dati personali del ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani e dei suoi familiari. A rivendicare l'iniziativa sarebbe il gruppo di hacker filorussi NoName057(16), che avrebbe offerto denaro in cambio di informazioni riservate su 18 persone considerate nemiche della Federazione Russa.
Tra i nomi italiani figurano anche il procuratore di Roma Francesco Lo Voi, il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli e il sindaco di Aviano, Paolo Tassan-Zanin. Nell'elenco compaiono inoltre magistrati, responsabili delle forze dell'ordine e giornalisti di diversi Paesi europei.
Tajani ha reagito con fermezza, dichiarando sui social che non si farà intimidire. Secondo il ministro, l'attacco sarebbe legato alla posizione italiana a sostegno dell'Ucraina e rappresenterebbe un esempio di guerra ibrida, cioè un insieme di azioni che combina strumenti informatici, propaganda e intimidazioni per colpire uno Stato.
Alla notizia ha risposto anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, esprimendo solidarietà al ministro e definendo molto preoccupante la diffusione di informazioni personali riservate.
Attacco informatico alla Galleria del Brennero
Un altro episodio riguarda Bbt Se, la società europea incaricata della progettazione e costruzione della Galleria di Base del Brennero. Il 17 ottobre l'azienda ha subito un attacco informatico durante il quale soggetti non autorizzati sarebbero riusciti ad accedere a dati non pubblici.
La società ha immediatamente isolato i sistemi interessati, coinvolto specialisti di sicurezza informatica e informato le autorità competenti. Le indagini sono state affidate alla Polizia Postale di Bolzano.
Al momento non risultano conseguenze sulle attività operative né sui lavori per la realizzazione del tunnel. Tra le ipotesi investigative c'è il coinvolgimento del gruppo criminale Everest, una rete internazionale di lingua russa specializzata nel furto di dati e nelle richieste di riscatto.
Allarmi bomba, si indaga sulla pista russa
Intanto, i servizi di sicurezza europei stanno verificando un possibile collegamento con la Russia per le recenti minacce di bomba che hanno interessato numerosi voli.
Secondo i dati di Eurocontrol, tra il 3 e il 6 novembre 2026 sono stati segnalati allarmi su 35 voli europei: sette il 3 novembre, quattordici il 5 e altrettanti il 6 novembre.
Le minacce non avrebbero provocato ritardi significativi nel traffico aereo europeo, ma hanno fatto scattare controlli e verifiche di sicurezza. Secondo il Financial Times, gli investigatori stanno valutando l'ipotesi che dietro le segnalazioni possano esserci gruppi filorussi o organizzazioni di hacker vicine al Cremlino.
Le indagini sui diversi episodi sono ancora in corso. Gli attacchi informatici, la diffusione di dati personali e le minacce alla sicurezza dei trasporti mostrano quanto la protezione digitale sia diventata una questione centrale per la sicurezza degli Stati e dei cittadini.
07/11/2026







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