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EURISPES:CRESCE LA FRAGILITÀ ECONOMICA DEGLI ITALIANI

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Quasi un italiano su due teme un peggioramento della situazione economica del Paese nei prossimi dodici mesi. A pesare sui bilanci familiari sono soprattutto affitti, mutui e utenze. Sempre più diffuse le rinunce alle cure mediche e odontoiatriche.

L'Italia resta un Paese segnato da una diffusa fragilità economica e sociale. A evidenziarlo è il 38° Rapporto Italia dell'Eurispes, che fotografa una realtà nella quale le difficoltà economiche continuano a incidere sulla vita quotidiana di milioni di famiglie.

Secondo l'indagine, il 47,8% degli italiani ritiene che la situazione economica nazionale peggiorerà nei prossimi dodici mesi, un dato in aumento di circa dieci punti percentuali rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Un segnale che riflette un clima di crescente preoccupazione, nonostante una sostanziale stabilità delle condizioni economiche personali e familiari registrata dal rapporto.

Affitti, mutui e bollette: il peso delle spese fisse

Tra le principali criticità emerge il costo dell'abitazione. Il pagamento del canone di affitto rappresenta una difficoltà per il 45,6% delle famiglie, confermandosi la voce di spesa più problematica. Seguono le utenze domestiche, che mettono in difficoltà il 28,7% degli intervistati, e le rate del mutuo, indicate dal 27,2%.

Le conseguenze sono evidenti: circa il 60% delle famiglie dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà, mentre quasi un terzo è costretto ad attingere ai propri risparmi per far fronte alle spese correnti.

Le rinunce che riguardano la salute

Le difficoltà economiche hanno effetti diretti anche sulla tutela della salute. Tra le spese che gli italiani rinviano più frequentemente figurano i controlli medici periodici e le cure odontoiatriche.

Una tendenza che preoccupa gli osservatori perché rischia di tradursi, nel lungo periodo, in un peggioramento delle condizioni di salute della popolazione e in un aumento dei costi sanitari futuri.

Eurispes: servono obiettivi condivisi e visione di lungo periodo

Commentando i risultati del rapporto, il presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara, ha sottolineato la necessità di recuperare una prospettiva politica orientata al bene comune.

"L'Italia ha bisogno di grandi cause, di obiettivi collettivi condivisi attorno ai quali mobilitare energie, risorse e intelligenze", ha affermato, evidenziando l'importanza di una classe dirigente capace di sviluppare una visione di lungo termine e di mettere al centro gli interessi della comunità.

Fiducia nelle istituzioni: cresce il consenso per il Presidente della Repubblica

Il rapporto dedica ampio spazio anche al rapporto tra cittadini e istituzioni. Nel 2026 il Presidente della Repubblica raggiunge il 61,8% di giudizi positivi, risultando la figura istituzionale che gode del maggiore livello di fiducia.

Un dato particolarmente significativo riguarda il fatto che circa la metà degli italiani si dichiara favorevole a un ampliamento dei poteri del Capo dello Stato.

Intelligenza artificiale, italiani divisi

Tra i temi emergenti del rapporto figura l'Intelligenza artificiale. L'utilizzo delle nuove tecnologie appare in crescita, ma ancora lontano dall'essere consolidato: il 51,8% degli italiani dichiara di utilizzare strumenti basati sull'IA, mentre solo il 14,4% ne fa un uso abituale. Quasi la metà della popolazione, il 48,3%, afferma invece di non utilizzarla mai.

Sul possibile impiego dell'IA nella prevenzione della devianza minorile, il Paese appare sostanzialmente diviso: il 51,5% si dichiara favorevole, contro il 48,4% che esprime una posizione contraria.

Cyberstalking in forte aumento

Il rapporto evidenzia anche una crescita significativa dei fenomeni di violenza digitale. Il 28,2% degli italiani afferma di aver subito almeno un episodio di cyberstalking, una percentuale che raddoppia rispetto al 14% registrato nel 2024.

Tra gli episodi segnalati figurano anche casi di cyberbullismo (12,6%) e revenge porn (9,8%), fenomeni che continuano a rappresentare una sfida importante sul fronte della sicurezza online.

Eutanasia e difesa, le opinioni degli italiani

Tra i temi etici e sociali affrontati dall'indagine emerge una crescente apertura verso l'eutanasia. Il 70,2% degli italiani si dichiara favorevole, in aumento rispetto al 66,7% registrato nel 2024.

Più articolate le opinioni sulle spese per la difesa: il 44,2% considera le risorse destinate al settore un costo, mentre il 32,1% le valuta come un investimento strategico. Il restante 23,7% non esprime una posizione definita.

Il quadro delineato dall'Eurispes restituisce l'immagine di un Paese che continua a fare i conti con difficoltà economiche diffuse, ma che al tempo stesso è chiamato a confrontarsi con grandi trasformazioni sociali, tecnologiche ed etiche che stanno ridefinendo le priorità degli italiani.

04/06/2026

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