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MELONI ACCELERA SUL NUCLEARE

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La ripresa del nucleare in Italia entra ufficialmente tra le priorità strategiche del governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al Premier Time in Senato, ha annunciato che entro l’estate sarà completato il percorso normativo necessario per riaprire il dossier energetico più divisivo degli ultimi decenni.

“Entro l’estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia”, ha dichiarato la premier rispondendo a un’interrogazione presentata da Azione sull’ipotesi di una cabina di regia dedicata alle priorità strategiche del Paese.

L’annuncio arriva in una fase segnata da forti tensioni internazionali e da una crescente pressione sul fronte energetico. Meloni ha sottolineato come “le tensioni geopolitiche incideranno, come già stanno incidendo, sulla crescita, sull’energia, sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie”, delineando un quadro economico “particolarmente complesso”.

Apertura alle opposizioni: “Porte aperte a chi pensa all’interesse nazionale”

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha rilanciato anche l’idea di una collaborazione istituzionale più ampia sui grandi temi strategici, a partire proprio dall’energia.

“Sulla cabina di regia sarei anche disponibile”, ha spiegato Meloni, ricordando però come in passato tentativi simili abbiano trovato la chiusura delle opposizioni. La premier ha citato come esempio le polemiche nate all’inizio del conflitto in Iran, quando — secondo la sua ricostruzione — l’opposizione accusò il governo di voler creare “una passerella”.

“Da parte mia non c’è alcuna volontà di organizzare passerelle”, ha ribadito. “Se le posizioni delle forze di opposizione oggi fossero diverse, le mie porte sarebbero ancora aperte: sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di mettere da parte l’interesse di partito per l’interesse nazionale”.

Scontro politico con Renzi

Il tema del nucleare ha inevitabilmente riacceso il confronto politico in Aula, con momenti di tensione tra Meloni e Matteo Renzi. Lo scontro si è inserito nel più ampio dibattito sulle strategie energetiche italiane e sulla necessità di ridurre la dipendenza dalle fonti estere.

Il governo punta da tempo sul cosiddetto “nuovo nucleare”, con particolare attenzione ai piccoli reattori modulari e alle tecnologie di ultima generazione considerate più sicure e sostenibili rispetto agli impianti tradizionali. Resta però aperto il nodo politico e sociale: in Italia il nucleare è stato bocciato da due referendum popolari, nel 1987 e nel 2011.

L’esecutivo sembra ora intenzionato a imprimere una forte accelerazione, sostenendo che la sicurezza energetica e la competitività industriale richiedano un cambio di passo. Una scelta destinata ad alimentare il confronto sia in Parlamento sia nel Paese.

13/05/2026

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