Cresce l’attenzione sanitaria internazionale intorno al focolaio di hantavirus emerso a bordo della nave da crociera Mv Hondius, attualmente ferma a Tenerife con sei persone contagiate. Tra gli ultimi casi confermati ci sono una passeggera francese e un cittadino americano, mentre in Italia quattro persone entrate in contatto con il virus sono state poste in isolamento precauzionale.
Secondo le autorità sanitarie italiane, gli isolati stanno tutti bene e non presentano condizioni critiche. La misura è stata adottata per monitorare eventuali sintomi e contenere possibili rischi di diffusione. Nelle prossime ore è attesa anche una circolare ufficiale con le indicazioni operative per le strutture sanitarie e per il tracciamento dei contatti.
Intanto l’attenzione resta alta a livello europeo. L’European Centre for Disease Prevention and Control, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha avvertito che potrebbero emergere nuovi casi nelle prossime settimane. Il motivo principale è il lungo periodo di incubazione del virus, che rende necessario un monitoraggio prolungato dei passeggeri e dell’equipaggio della nave.
“La possibilità che si registrino ulteriori casi esiste”, ha spiegato Pamela Rendi-Wagner, direttrice dell’Ecdc, sottolineando come l’approccio precauzionale adottato fin dall’inizio sia stato fondamentale per limitare i rischi.
Un elemento importante arriva ora dalle analisi genetiche effettuate sui campioni raccolti. La prima sequenza genomica ottenuta da un paziente svizzero mostra infatti una corrispondenza del 99% con un ceppo isolato già nel 2018. Secondo gli esperti, questo conferma che non si tratta di una nuova variante sconosciuta, ma di un virus andino già noto e circolante in Sud America.
L’Ecdc ha inoltre precisato che, allo stato attuale, non ci sono prove che questa variante sia più contagiosa o provochi sintomi più gravi rispetto agli altri hantavirus già conosciuti.
L’hantavirus è una famiglia di virus trasmessi principalmente dai roditori e può causare infezioni respiratorie anche severe nell’uomo. I casi restano comunque rari in Europa e le autorità sanitarie ribadiscono che non esiste al momento un allarme generalizzato, ma solo una fase di controllo e prevenzione.
La vicenda della Mv Hondius riaccende però il dibattito sulla gestione sanitaria delle crociere internazionali e sulla rapidità con cui oggi i sistemi europei di sorveglianza epidemiologica riescono a coordinarsi davanti a potenziali focolai.
11/05/2026







Inserisci un commento