Il processo a carico dei quattro 007 egiziani, accusati di aver sequestrato, torturato e ucciso il ricercatore Giulio Regeni al Cairo nel 2016, ha subito una nuova battuta d’arresto.
Lo scorso 10 gennaio, la Corte d’Assise di Roma, vista l’assenza nell’aula di tribunale degli imputati, aveva disposto nuove indagini da parte dei Ros, al fine di rintracciare il domicilio degli agenti segreti, risultando irreperibili, così da notificare loro l’avvio del processo, oltre che per verificare gli esiti della rogatoria inoltrata all’Egitto, nella speranza di una collaborazione.
Ieri, 11 aprile, giorno in cui era stata fissata la data della nuova udienza, il gup di Roma Roberto Ranazzi ha sospeso il procedimento a carico dei quattro 007 egiziani, dopo l’ennesimo rifiuto di collaborare da parte dell’Egitto, fissando una nuova udienza per il 10 ottobre prossimo.
Se entro tale data non ci saranno novità e la procura egiziana continuerà con la posizione di “chiusura totale” sul caso Giulio Regeni, il processo subirà un nuovo rinvio.
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