Giornate decisive per il governo guidato da Giorgia Meloni. Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, la presidente del Consiglio ha assunto ad interim la guida del Ministero del Turismo. Il decreto è stato firmato dal capo dello Stato Sergio Mattarella, al termine di un colloquio telefonico tra i due.
Una soluzione temporanea, assicurano da Palazzo Chigi, in attesa di individuare un nuovo titolare del dicastero. Ma dietro questa scelta si muovono riflessioni ben più ampie sul futuro dell’esecutivo.
Un incarico “a tempo”
Meloni avrebbe preferito evitare l’interim, ma avrebbe deciso di assumere direttamente la guida del ministero per gestire una fase delicata. L’intenzione è quella di sciogliere la riserva in pochi giorni, con un possibile annuncio già nel fine settimana.
Tra i nomi che circolano c’è quello di Gianluca Caramanna, vicino al dossier turismo e già collaboratore della ministra uscente. Resta sullo sfondo anche l’ipotesi di una figura tecnica, come Alessandra Priante. In calo, invece, le possibilità per Giovanni Malagò.
Le tensioni nella maggioranza
Il cambio al Turismo arriva in un momento complicato per la maggioranza. La recente sconfitta al referendum sulla giustizia ha lasciato strascichi politici e aperto nuove crepe, anche all’interno di Fratelli d’Italia.
Non solo. Anche negli alleati si registrano movimenti: in Forza Italia, ad esempio, il recente cambio alla guida dei senatori segnala un clima di riorganizzazione interna.
Secondo fonti politiche, la premier viene descritta come “determinata”, ma impegnata a valutare tutti gli scenari possibili, senza escludere mosse più radicali.
Il nodo della legge elettorale
Tra i dossier più delicati c’è quello della legge elettorale. Modificarla appare complesso senza un accordo con le opposizioni, in particolare con il Partito Democratico.
All’interno della maggioranza emergono dubbi e distinguo, anche da parte della Lega, rendendo difficile un intervento unilaterale.
L’ipotesi voto anticipato
Sul tavolo, anche se non ufficialmente, circola una suggestione: quella di elezioni anticipate. Un’ipotesi che prende forma nelle analisi interne alla maggioranza, soprattutto alla luce dei sondaggi.
Fratelli d’Italia si mantiene su percentuali alte (intorno al 28-29%), ma il centrosinistra nel suo complesso risulta competitivo. Anticipare il voto potrebbe, secondo alcuni, ridurre i tempi di organizzazione del cosiddetto “campo largo”.
Resta però un passaggio cruciale: il ruolo del Quirinale. Tradizionalmente, il presidente della Repubblica è prudente rispetto allo scioglimento anticipato delle Camere, privilegiando la stabilità della legislatura.
Una fase di transizione
Per ora, la linea ufficiale resta quella di proseguire fino a fine legislatura. Ma le tensioni politiche, i dossier aperti e i nuovi equilibri interni rendono questa fase particolarmente fluida.
La gestione del Ministero del Turismo è solo il primo tassello di un quadro più ampio. Le prossime settimane diranno se si tratta di un semplice passaggio tecnico o dell’inizio di una nuova fase politica.
26/03/2026







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