Il governo alza il livello di allerta e rafforza le misure di sicurezza mentre cresce la tensione legata al conflitto in Iran. Nel corso delle comunicazioni alla Camera, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno illustrato la strategia italiana per gestire le conseguenze della crisi in Medio Oriente, sottolineando la necessità di prepararsi a ogni scenario possibile.
Crosetto ha annunciato che è stato disposto l’innalzamento al massimo livello del sistema di protezione della difesa aerea e antibalistica nazionale, in coordinamento con gli alleati e con la NATO. “Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto”, ha avvertito il ministro, spiegando che l’Italia sta rivalutando la propria presenza militare nella regione.
Prima dell’inizio del conflitto erano 2.576 i militari italiani presenti nell’area interessata dalla crisi. Negli ultimi giorni sono stati avviati diversi movimenti di personale: in Kuwait è in corso il trasferimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita, mentre dei 321 inizialmente schierati ne resteranno 82. In Qatar, sette dei dieci militari italiani stanno raggiungendo lo stesso Paese. In Bahrein, invece, è stato avviato il ritiro dei cinque militari presenti.
Attenzione particolare anche al Libano, dove la situazione è monitorata costantemente. Il ministro ha spiegato che l’Italia è pronta a intervenire con unità navali qualora fosse necessario evacuare personale o civili. Parallelamente, Roma intende dispiegare un dispositivo “multi dominio” in Medio Oriente, con sistemi di difesa aerea anti-drone e antimissile. In collaborazione con Francia e Spagna è previsto anche un supporto a Cipro.
Crosetto ha poi chiarito la posizione italiana sull’eventuale utilizzo di basi militari sul territorio nazionale da parte degli Stati Uniti per operazioni contro l’Iran. “Al momento non è pervenuta alcuna richiesta”, ha spiegato. Qualora emergessero domande di questo tipo, ha assicurato, “ogni decisione sarà condivisa con il Parlamento”. Il ministro ha ribadito che l’Italia “non è in guerra” e sta lavorando per gestire e mitigare le conseguenze del conflitto insieme ai Paesi alleati.
Sul fronte diplomatico, Tajani ha evidenziato come la priorità assoluta sia la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte dalla crisi. “Sono circa 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente”, ha spiegato il ministro. La task force Golfo del ministero degli Esteri ha già gestito 14 mila telefonate e diverse migliaia di email di richieste di assistenza.
Ad oggi sono circa 10 mila i connazionali che hanno ricevuto aiuto per lasciare le aree più a rischio. Tra le misure adottate figurano voli charter speciali organizzati in collaborazione con il ministero della Difesa. Proprio oggi due voli del comando vertice interforze sono atterrati all’aeroporto di Ciampino con circa 200 italiani provenienti da Dubai e Abu Dhabi, molti dei quali in condizioni di particolare fragilità.
Nei prossimi giorni sono previsti altri voli facilitati dai Paesi del Golfo con il supporto delle compagnie aeree Ita Airways e Neos. Un ulteriore volo è partito dalle Maldive con circa 320 italiani a bordo, tra cui 60 persone fragili.
Il ministero degli Esteri ha inoltre attivato presidi di assistenza nei principali aeroporti e valichi di frontiera della regione, con squadre delle ambasciate e dei consolati incaricate di supportare i connazionali nelle fasi più delicate dei rientri. “Siamo l’unico Paese ad aver adottato una misura di questo tipo”, ha sottolineato Tajani.
Sul piano politico, il titolare della Farnesina ha ribadito che l’obiettivo principale resta la de-escalation. L’Italia sta incoraggiando tutte le parti a mantenere la moderazione e a tenere aperti i canali di dialogo con Teheran, pur ribadendo una posizione ferma sul programma nucleare iraniano.
Tajani ha riferito inoltre di un colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio, nel quale è stato ribadito il rispetto degli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti. Secondo il ministro, la recente scomparsa della guida suprema iraniana Ali Khamenei potrebbe aprire una nuova fase politica nella regione.
La crisi, tuttavia, ha anche un forte impatto economico. Il Golfo rappresenta un’area cruciale per l’export italiano e circa il 40% del commercio marittimo nazionale transita tra il Canale di Suez e il Mar Rosso. Per questo l’Italia continua a partecipare e rafforzare le missioni navali europee Operazione Aspides e Operazione Atalanta, destinate alla protezione delle rotte commerciali.
Nel frattempo la maggioranza sta lavorando a una risoluzione parlamentare che impegna il governo a partecipare, con assetti nazionali, agli sforzi dell’Unione Europea per difendere eventuali Paesi membri da attacchi missilistici o con droni provenienti dall’Iran, confermando al tempo stesso il rispetto del quadro giuridico internazionale nell’uso delle installazioni militari concesse alle forze statunitensi sul territorio italiano.
05/03/2026







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