Secondo David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo, l'Europa ha mosso il passo del gambero nei confronti dell'Afghanistan.
Da un lato ci si è detti disposti ad intervenire, offrendo accoglienza ai richiedenti asilo, ma i Paesi membri non hanno seguito l'impronta dell'Unione.
Lo rimarca Sassoli ribadendo come non si possa "fare finta che la questione afghana non ci riguardi, perché' abbiamo partecipato a quella missione condividendone obiettivi e le finalità".
Basta prese di posizioni frammentarie, è necessaria "una voce europea forte e comune sulla scena internazionale", ha detto.
"L'Europa deve prendere il suo posto, far sentire la sua voce, definire i propri interessi strategici anche nel quadro dell'Alleanza Transatlantica, per poter svolgere un'azione di stabilizzazione, di pace e di sviluppo insieme ai nostri partner in un quadro multilaterale".
La replica di Charles Michel, Presidente del Consiglio eurpeo, è arrivata immediatamente.
"Non abbiamo bisogno di un altro Afghanistan per comprendere che l'Ue deve lottare per una maggiore autonomia e capacità d'azione. La nostra autonomia strategica richiede lavoro sul nostro potere economico, sul vicinato e sulle capacità di sicurezza".
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