Sostenibilità, digitale e resilienza.
Da questi tre punti, capisaldi del PNRR italiano approvato da Ursula von der Leyen, gli agricoltori sperano di trarre beneficio, o meglio che a trarne beneficio sia tutto il comparto.
Ai 191,5 miliardi messi a disposizione si aggiungono i 30 miliardi del Fondo complementare al Piano; Cia spera che tali fondi, o almeno una parte, servano a sostegno all'agricoltura e allo sviluppo delle aree rurali.
"Intraprendere la strada dello sviluppo sostenibile, come chiede l’Europa, vuol dire riconoscere finalmente la centralità dell’agricoltura, il cui ruolo si evolve oggi in molte direzioni - ha ricordato il Presidente Cia, Dino Scanavino -. C’è la funzione produttiva del settore, che resta evidentemente prioritaria, come dimostrato in questo anno di pandemia. Ma l’agricoltura contribuisce anche alla tenuta dei territori e, ora, può fare da cardine dello sviluppo integrato del Paese, producendo energia da fonti rinnovabili, tutelando il paesaggio e gestendo le risorse idriche, salvaguardando il suolo e le foreste per prevenire il dissesto idrogeologico, migliorando la sostenibilità dei processi produttivi con nuove tecnologie digitali, blockchain e rinnovo del parco macchine per non inquinare".
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