Sono rientrate in Italia le salme delle vittime italiane della strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Un ritorno segnato dal silenzio, dagli abbracci stretti e dalle lacrime dei familiari, che all’arrivo hanno atteso i loro cari in un clima di profondo cordoglio. È il momento più difficile, quello dell’addio, dopo giorni di sgomento per una tragedia che ha colpito nel cuore una notte di festa.
All’aeroporto e nei luoghi di accoglienza non ci sono state parole ufficiali in grado di alleggerire il peso del dolore. Solo la presenza discreta delle istituzioni, degli amici e dei parenti, uniti nel tentativo di sostenersi a vicenda. Ogni bara rappresenta una vita spezzata troppo presto, sogni interrotti, famiglie improvvisamente travolte da una perdita irreparabile.
La tragedia di Crans-Montana ha scosso l’opinione pubblica italiana e internazionale. La località alpina, meta abituale di vacanze e festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno, si è trasformata in pochi istanti in uno scenario di morte. Un contrasto che rende ancora più difficile accettare quanto accaduto e che riapre interrogativi sulla sicurezza e sulle responsabilità.
Con il rientro delle salme si apre ora la fase del lutto privato e delle cerimonie funebri, che si svolgeranno nei prossimi giorni nei luoghi di origine delle vittime. Comunità intere si preparano a stringersi attorno alle famiglie, in un dolore che non è solo personale ma collettivo.
Intanto proseguono gli accertamenti per chiarire le cause e la dinamica della strage. Le autorità svizzere stanno continuando le indagini, mentre dall’Italia cresce la richiesta di verità e giustizia. Comprendere cosa sia successo è fondamentale non solo per dare risposte ai familiari, ma anche per evitare che tragedie simili possano ripetersi.
Il ritorno in patria delle vittime segna un passaggio simbolico e drammatico: dalla cronaca alla memoria. Resta il vuoto lasciato da chi non c’è più e la consapevolezza, ancora una volta, di quanto la vita possa essere fragile. In queste ore l’Italia si ferma, si raccoglie nel silenzio e accompagna le sue vittime nel loro ultimo viaggio verso casa.
05/01/2026







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