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IL RITORNO DELLA VOCE NARRATIVA DI GIULIANA BALZANO

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Nel panorama della narrativa contemporanea italiana esistono autori capaci di raccontare la vita attraverso prospettive insolite, trasformando esperienze quotidiane, dolore e memoria in materia letteraria. Tra queste voci si distingue Giuliana Balzano, autrice ligure che torna in libreria con il romanzo “I morti stanno bene, sei anni dopo”, sequel del precedente volume I morti stanno bene, che aveva già raccolto un significativo consenso di critica e di pubblico.

Un’autrice che trasforma le emozioni in parole

Giuliana Balzano è nata a Genova nel 1967 e vive a Cairo Montenotte, in provincia di Savona. Infermiera di professione, ha costruito nel tempo un percorso umano e letterario profondamente legato all’ascolto delle persone e delle loro storie. La sua esperienza professionale l’ha portata a sviluppare una particolare sensibilità verso i temi dell’esistenza, della sofferenza e della resilienza.

Non a caso Balzano ha conseguito anche un Master in Medicina Narrativa, disciplina che unisce cura e racconto, e che considera la narrazione uno strumento fondamentale per comprendere l’esperienza umana. Questa impostazione si riflette chiaramente nella sua produzione letteraria: romanzi che lei stessa definisce “romanzi di vita”, dove il confine tra esperienza, introspezione e racconto si fa sottile.

Nel corso della sua attività ha pubblicato sei libri per Leucotea Edizioni, casa editrice con cui collabora anche come direttrice della collana “Storie di Vita”, contribuendo alla valorizzazione di racconti autobiografici e testimonianze umane autentiche.

Il ritorno di Luisa

Nel nuovo romanzo “I morti stanno bene, sei anni dopo”, Balzano riprende il percorso della protagonista Luisa, già al centro del precedente libro.

La storia si apre dopo la morte improvvisa e tragica dell’amica Federica, un evento che ha segnato profondamente la vita della protagonista. Con il passare del tempo Luisa tenta di ricostruire la propria esistenza, affrontando il dolore con determinazione e cercando di trasformare la rabbia e il rancore in una forma più profonda di consapevolezza.

Nel romanzo il lutto non è soltanto una ferita, ma diventa un percorso interiore. Il vuoto lasciato dalla perdita si riempie lentamente di perdono, memoria e nuove relazioni.

I cimiteri come luoghi di dialogo

Uno degli elementi più originali della narrazione è l’ambientazione: i cimiteri, che Luisa considera una sorta di “condomini di pace”. Qui la protagonista incontra nuove storie e nuovi volti, spesso evocati dalle fotografie e dai nomi incisi sulle lapidi.

In questo spazio sospeso tra vita e morte, i defunti sembrano continuare a raccontare qualcosa ai vivi. Le storie che emergono da queste presenze silenziose diventano per Luisa una forma di insegnamento: la consapevolezza che la vita è unica, preziosa e irripetibile.

È proprio in questo contesto che la protagonista arriva a una nuova comprensione dell’esistenza e dell’amore, comprendendo che non si può fuggire dai sentimenti né sottrarsi alla vita.

Una narrativa che parla dell’esistenza

“I morti stanno bene, sei anni dopo” non è soltanto un romanzo sul lutto. È un libro che parla di memoria, perdono, amore e rinascita, affrontando con delicatezza il rapporto tra chi resta e chi non c’è più.

Lo stile di Giuliana Balzano è diretto, emotivo e profondamente umano: una scrittura che nasce dall’osservazione delle persone e dal desiderio di raccontare le fragilità e le forze dell’animo umano.

Con questo nuovo lavoro l’autrice conferma la propria capacità di affrontare temi universali attraverso storie intime, capaci di toccare corde profonde nel lettore.

05/03/2026

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